«Senti, Lupo: sull'anima mia, io non pensava pagarti la tua virtù; no, Lupo. Se avessi qui avuto due spade, te ne avrei offerta una, intendeva darti una memoria la quale valesse a rammentarti sovente questo nostro incontro, e, morto me, tu potessi, mostrandola ai tuoi compagni, raccontare: Il capitano Ferruccio me la donò in Arezzo quando con un colpo di colubrina gettai nella polvere la bandiera tedesca.»
«E chi ve lo ha detto che morirete prima di me? Avreste per avventura imparato negromanzia? Io non spero sopravvivere a voi nè lo desidero, capitano..., e neanco lo voglio. Oh! io ho camminato più passi di voi sulla strada della fossa.»
«Me lo ha detto il cuore: ad ogni modo, prendi questa borsa vuota e conservala per amor mio; onde tu l'abbi cara, sappi ch'io vi riponeva le paghe delle Bande Nere quando, in compagnia di messer Giovambattista Soderini commessario della Repubblica, seguitai il campo di monsignor di Lautrec all'impresa di Napoli[43].
«Ma che ho da farmi io di cotesto borsone? Sono forse diventato il doge di Venezia o il soldano di Babilonia? Se io non l'empio con le ghiaje del Mugnone, già non pensate voi ch'io possa empirlo mai d'altra roba in questo mondo!»
«E perchè no? Co' tuoi peccati...»
«Tradimento! Tradimento!»
Questa voce terribile interruppe all'improvviso quei loro discorsi, e voltandosi, videro comparire Iacobo Altoviti, capitano della cittadella, il quale, ansante, disfatto, come percosso da subita pazzia, non poteva proferire altra parola.
«Tradimento! Dove? — Come? — Di chi? — Tu' se' il traditore!» grida inferocito il Ferruccio; e senza altro aspettare, gettagli addosso le mani poderose, forte lo stringe nei fianchi e, digrignando i denti, lo porta levato da terra a precipitarlo dai muri della fortezza.
«Per Dio! Ferruccio, non mi ravvisate voi? sono Iacopo... Io vi dico che la patria è tradita; il commessario ha dato volta; fugge quel codardo... maledizione sopra di lui...»
«Qual commessario? — Chi fugge» e lo lasciava il Ferruccio, ma gli occhi stravolgeva pur sempre, nè aveva membro che gli stesse fermo, e fremeva e ruggiva in modo spaventevole.