Per poco che Dio abbia benedetto la tua anima di poesia, l'aria che spira vivida su questi monti ti suscita alle visioni dei tempi trascorsi e dei futuri. Il passato è coperto di velo nero, l'avvenire di velo colore di rosa, perchè il primo lo ha tessuto l'esperienza, il secondo la speranza; ma all'occhio del poeta, come a quello di Dio, la eternità si offre intera, quasi circolo luminoso di cui i secoli compongono i punti. Al cospetto di Dio e del poeta ogni cosa sta presente. Però i grandi poeti sopra la terra si annoverano più rari dei giorni della creazione; — parte maggiore di Dio conteneva il cranio di Dante che non il giro dell'emisfero celeste.
Dall'aria che spira su i colli emanano effluvii vitali, chè di lei si nudriva la libertà infante, e di lei si compiace allorquando, cacciata meno dall'odio dei tiranni che sbigottita dalle turpi frivolezze di coloro che si dicono suoi amici, abbandona i piani per approssimarsi alla sua patria, ch'è il paradiso.
La luna sorta dall'opposto monte del Crocicchio balza impetuosa di nuvola in nuvola; e ricorda la credenza indiana che immaginò la fuga dell'astro della notte traverso i cieli per sottrarsi alle persecuzioni del serpente che la insegue per divorarla.
Da cotesto alternare di tenebre e di luce sorgevano spaventosi fantasmi.
In verità nella magnifica valle io vedeva una tomba scoperchiata dove giacesse l'immane scheletro della Repubblica; posava il suo teschio sopra di un colle, e l'altro ossame si perdeva protendendosi lontano lontano lungo la forra tenebrosa che si sprolunga dalla parte di mezzogiorno.
E nelle nere masse dei castagni secolari immaginava contemplare gli spettri degl'illustri defunti i quali traessero a lamentarsi sopra la fossa della Repubblica defunta.
Il vento cacciava zufolando giù pei declivi le foglie di castagno cadute, e gli echi dei monti ripetevano un suono somiglievole al canto dei trapassati.
Allora spontanea mi si affacciò alla mente la visione del profeta Ezechiel, — la visione delle ossa inarridite[319].
E gridai con gran voce: «Potrebbero queste ossa rivivere?»
Te avventuroso, o profeta, a cui promise il Signore di ricoprire coteste ossa di nervi di carne e di pelle, e mandare lo spirito dai quattro venti che soffiasse sopra gli uccisi, e rivivessero!