«Lena!»
«Ah! padre, padre, padre!...»
E tutti uscirono dalla porta a gola spiegata gridando:
«Qua. — Da questa parte. — Venite oltre. — Qui è vostra figlia.» Cessa la voce, — s'intendono passi precipitati; arriva un vecchio ansante, si slancia con giovanile leggierezza fra le braccia della vergine, — ella di lui; e piangendo, mormorando parole slegate, alternando baci e carezze, godono piena la gioia umana, — la cessazione del dolore!
Alcuno dei circostanti piegava altrove il volto, vergognando mostrarlo lacrimoso; Lupo rideva, non capiva in sè dalla contentezza.
Poichè si furono alquanto rimesse quelle calde dimostranze di affetto, il vecchio con labbra ridenti e cuore devoto rendeva mercede agli ospiti della figlia.
«Oh!» rispondeva Lupo, «qui non ci capiscono grazie; noi non abbiamo fatto altro che dirle buone parole... e queste costano tanto poco, e tante ne sprechiamo invano e per male che davvero non meritano pregio le pochissime proferite per bene. Io ve l'ho conservata, come padre; e sebbene la presenza vostra mi tolga la dolcezza di questo nome, siate ben venuto, buon uomo. Se però non vi offendesse la proposta, e voi voleste accoglierla con quell'animo col quale ve la offeriamo noi, starebbe a voi renderci gli uomini più lieti di questa terra (perdonate il rozzo dire alla sincerità delle intenzioni)... accettando parte delli nostri danari...»
«Lupo ci vince in valore, in magnanimità, in anni, in tutto», esclamarono i giovani.
«Per gli anni, sta pur troppo e, mio malgrado, bene; pel rimanente, e nasca quello che sa nascerne, voi mentite per la gola.»
«Gente dabbene, la vostra cortesia supera la parola: io ve ne rendo con l'animo quelle grazie che so e posso maggiori. Dal naufragio della fortuna tanto ancora mi avanza da sostentare me e la mia figliuola finchè il nemico duri nelle nostre contrade. Allora spero che Dio vorrà concedermi tanto di vita da restituire in lieto stato le mie terre, rialzare la casa...»