«Male nuove, messeri. Il dominio per la massima parte perduto; la rimanente, secondo i rapporti dei commissari, travagliata dai partigiani dei Medici, vacilla nella nostra devozione: — pericoli maggiori dentro: l'erario vuoto.»
«Se per lo addietro», rispose tempestando Bernardo da Castiglione, fosse stato creduto a me e agli altri che sono del mio animo, forse in questo giorno noi non avremmo a consultare se si debba perdere o non perdere questa libertà; perchè se ci fossimo vendicati arditamente contro alle case, contro alla vita e contro alla roba dei nemici nostri e traditori della patria, noi non avremmo oggi tanta paura di loro in questi travagli, nè il Papa, confidato in questi perversi cittadini, avrebbe mosso la guerra per rimettere sè e loro nell'antica tirannide[120].»
E l'Arrabbiato guardava bieco i cittadini palleschi.
«Cotesti vostri modi», riprese Ludovico Capponi, «messere Bernardo, ci avrebbero dato tirannide nuova, peggiore dell'antica: rammentate che ai forti piacciono i consigli magnanimi, ai deboli i crudeli. Procedendo come abbiamo fatto fin qui, ci rimane sicura speranza di accordi pei quali, sfuggita la guerra, conserviamo libertà onestamente moderata ai tempi, ai costumi ed alle voglie degli uomini possibile.»
«Libertà da Giulio dei Medici voi non vi potete attendere neppure moderatamente onesta! Sperate piuttosto mille fiorini in prestanza dal giudeo senza pagargli l'usura. Ah! Ludovico, sul letto dove si fanno cotesti sogni, si alzano le forche per cortinaggio, e pende un bel capestro per tendina.»
«Patteggiando, messere Bernardo, restiamo intieri, abbiamo forza e possiamo costringere a tenere i patti; — vinti poi, dispersi, spenti, nelle sostanze rovinati, empiremo le terre d'Italia di pianti inutili e le più volte derisi.»
«E chi vi ha detto, Ludovico, di esulare per Italia! i Saguntini non esularono; — non esularono i Cartaginesi; — non esularono i Sanniti, — non i Giudei; e intorno alla prima parte del vostro discorso, io vo' che sappiate dieci battaglie perdute non pareggiare il danno di sei mesi di tirannide.
«E quale sarebbe il parere vostro, onorando messere Zanobi?» domandò all'improvviso il gonfaloniere guardando fissamente il Bartolino.
E questi spedito rispose:
«Vi dirò, magnifico messere gonfaloniere, le opinioni di per sè stesse non valgano nulla; — tutte buone, tutte cattive: e' bisogna prima disaminare per bene i fatti; e questo, come vedete, spetta a voi: — se davvero il dominio è perduto, la fede dei cittadini e soldati vacillante, la pecunia nulla, accorderei salvando parte di quello che altrimenti mi toccherebbe a perdere intiero; se poi non per anche giungemmo a tanto estremo, non precipiterei nulla per godere il benefizio del tempo ad aspettare le nuove dei Luterani e dei Turchi.»