— Me! Voi mi uscite dal seminato, signor Paolo; lasciatevi servire, voi ragionerete bene delle cose vostre come padrone, ma noi, come servitori, delle nostre ce ne intendiamo meglio di voi. Il servo si attacca al padrone, più che pel benefizio presente, per la speranza del benefizio futuro; il benefizio presente, se minore dell'aspettativa, ti aliena l'anima del servo, se pari, lo sazia come per soverchio di cibo; e quando non ti resta altro da donare, se non ti taglia come legno secco e non ti butta sul fuoco, almeno non viene più a ripararcisi sotto, perchè brullo di fronde. Dà poco, e prometti molto, che la speranza allora si conserva verde, perpetuamente rinfrescata dal desiderio. Questo vi ho voluto dire, Paolo, perchè quanto al vostro Ciriaco egli vi ama senza nulla sperare, e nulla temere da voi, eccetto perdere la grazia vostra, ma caso mai voi aveste a rimanere privo di me, e' vi converrà avvertire bene a non mettere il piede in fallo; se inciampate in un filo di paglia vi aspetta una fune di canapa: badate a non dimenticarlo.


Nel colmo della notte, muniti di ferramenti, corde, e di quanto altro è necessario al mestiere del ladro, o per dire più retto, ad una delle infinite specie del mestiere del ladro, uscirono di casa Paolo Pelliccioni, Ciriaco e Renzo il giovane di belle speranze. Pigliarono da tre parti diverse per riunirsi poi, secondo che gli ottimi capitani costumano, in un punto solo, il quale fu certa porticina di fianco della chiesa del Carmine; colà Ciriaco e Renzo adoperando i loro arnesi vennero agevolmente a capo di aprire la porta; Paolo con romana superbia stava a mirarli con disprezzo. Ciriaco appena si fu intromesso in chiesa con Renzo gli disse:

— Va, figliuolo, e Dio ti aiuti; empi il sacco e vientene; io ti aspetto qui fintantochè non torni; se la Corte capitasse da queste bande, il padrone di fuori darà l'avviso, ed io te lo passerò con un fischio; piglia del buono e del meglio, gemme e ori; l'argento lascia; ora affrettati; rammentati che il pendolo del ladro è attaccato alla corda del boia.

Andò il giovane, e Ciriaco attese un pezzo con pazienza, prima immaginando la copiosa raccolta del bottino, poi con inquietudine; e Paolo, il quale ostentava, e forse sentiva davvero spregio per l'atto, ma molto gli premeva l'esito fortunato, due volte si accostò alla porta, e dall'uscio socchiuso lanciò dentro queste parole: — O che vi state a donzellare? Gli è proprio un mettere a cimento la Provvidenza; mi sembra di arrostirmi su la gratella come san Lorenzo.

— E' non si vede ancora; io andrò per esso... che se a voi pare arrostirvi come san Lorenzo, e a me sembra giacermi su la ruota come santa Caterina.

Poco più che durassero a favellare i ladri recitavano intere le litanie dei santi, ma Ciriaco lasciate le scarpe si avviò cauto e guardingo per iscoprire quale accidente fosse mai successo, ed arrivato vicino l'altare con maraviglia pari alla collera mirava Renzo, che in ginocchioni sul primo gradino pregava divotamente.

— Che fai tu costà, che ti pigli una saetta?

— Recito il rosario.

— E i voti?