— Se dal popolo, quanto capitale voi ci potrete fare sopra? Uscite dal popolo un giorno, un'ora si troveranno d'accordo con lui per darti addosso.
— No, mai; nudrite il soldato di carne del popolo ed essi diventeranno nemici tra loro come il diavolo e la croce. Ponete mente a questo, mercè vino, carne, e costume di belva educaronsi gladiatori a trucidarsi ferocemente e allegramente l'un l'altro per dare spettacolo al senato, populusque romani; con qual ragione dubitate voi, che una parte di popolo armato rifugga da sbranare il popolo disarmato? Solletica così acuta la voluttà di far sangue! Inebria tanto, che chi la provò una volta ama piuttosto morirvi annegato dentro che astenersene!
— E allora tu avrai i pretoriani, che porranno lo impero allo incanto; e se mai ti cingano il capo di corona, sì il faranno per venderlo più caro.
— E nè anco questo parmi vero, imperciocchè durante lo impero unica forza dello stato furono gli eserciti, ma noi terremo su ritti il senato, e il popolo, e li opporremo alle milizie in questa maniera, che abbiano potenza di nocersi tra loro, non a te, e l'uno astii l'altro, e lo contradii, e tu in mezzo a dare un colpo al cerchio, e un altro alla botte. Ed avverti altresì, che il senato ha da tenere i cordoni della borsa in mano, sicchè se non paga, la milizia sfuma: certo tra soldati non ci ha scarto, escono tutti eroi come i mattoni di una misura fuori dalla stampa, ma se li privi della luce dei due baiocchi al giorno, cotesto eroismo casca morto dentro un boccale vuoto di vino. Per ultimo bisogna tenerci sempre sotto la mano il popolo per valercene come àncora di salvezza...
— Dio mi guardi dal popolo, in fede di gentiluomo io sento pel popolo odio naturale, nè so distinguere bene se più lo detesti o lo disprezzi.
— Illustrissimo, voi avete torto: è tanto dabbene il popolo! Così paziente! Un vero bove battezzato in Duomo; come il bove vive di lavoro e muore di macello. Se volete averlo tutto vostro, e se vi piace vederlo piangere di tenerezza, adoperate, come i nostri vecchi Romani costumavano nei lupercali co' servi: un dì per celia li dicevano padroni e gli servivano a tavola purchè il rimanente dell'anno essi servissero davvero: procura provvedere al popolo l'alimento tanto che non muoia, ed egli dirà doverti la vita; fa che il Senato, ed i soldati non lo stritolino come ruota molare, ed egli giurerà doverti la libertà. I nostri vecchi qui la sbagliarono, perchè il pane e i circensi rendono il popolo scioperato, e querulo, e ladro; pel popolo prima ci vuole la forca, poi l'aratro; a spizzico ancora la festa, e la baldoria.
— Questi sono concetti smisurati....
— Degni di chi sortì il sangue di colui che medita disperdere i Turchi dalla faccia del mondo unendo insieme quante ha forze l'Europa da mezzogiorno a tramontana, da levante a ponente, e intende conquistare l'Egitto, mettere il mare Rosso in comunicazione col Mediterraneo, rendere alla Italia la prosperità dello antico commercio, costituire Roma metropoli della cristianità, epperò trasformare i monumenti gentili in monumenti cristiani, e con la magnificenza moderna vince l'antica[26]....
— A tanto non basterebbe Cesare, od Alessandro Magno.
— E il vostro grande zio avrebbe accettato le nozze di Elisabetta d'Inghilterra per generare un nuovo Alessandro....