— Io credo a una... die... a una do...oo...zzina di mila scudi.
— Saranno anco venti, perchè non conti Aronne ebreo.
— Quello si può far buttare nel Tevere....
— Con Sisto in trono?
— Gli si dà un acconto, e per buttarlo nel Tevere si aspetta alla sede vacante.
— Dunque Tuda ha da pigliare, o non ha da pigliare il cavaliere?
— Come non l'ha da pigliare? Lo ha da pigliare benissimo. Eh! quando mi ci metto io, tu sai che non si scatta di un pelo.... — tu sai che tale fu sempre il mio proponimento, eri stata tu, che mi avevi fatto mutare.
A questo modo fu conchiuso il matrimonio di Tuda. Napoleone soleva dire «che il danaro ai nobili spiantati faceva ufficio di concime sopra le terre magre;» ei s'ingannava; se la pecunia male acquistata vuolsi considerare per fimo, le palate di scudi su la nobile ciurma gli è letame sopra letame; piastriccio di vituperio vecchio col vituperio nuovo.
Per maggiore strazio la Marchesa commise al consorte con voce alta e solenne:
— Orsù Marchese, piacciavi andare pel Marchesino e condurlo qui, dacchè come erede di casa la regola vuole sia informato di tutto, e pronunzi il proprio consenso: inoltre ci potrebbe somministrare qualche buon consiglio, essendo giovane di svegliato ingegno e di dottrina non comune. —