— E che cosa vedremo noi di corto? gli domandò il capitano Angiolo, con tali un suono ed un gesto, da far comprendere al signor Giacomo, ch'egli non visto avesse assistito in terzo all'arcano ventilare tra lui e la sua coscienza; ond'ei con certa paura rispose:

— Eh! vedremo il Paoli.

— Ah! voi lo vedrete, soggiunse il capitano Angiolo con un sospiro; io no, chè il dovere mi chiama in altra parte, e chi sa per quanto tempo e con quali fortune: però voi quando lo vedrete gli direte....

— Che cosa gli dirò?

— Quello, che avrete veduto, aggiunse il capitano come pentito di essersi lasciato troppo ire: nè al signor Giacomo, per quanto vi s'industriasse con varii trovati, riuscì cavargli una parola di bocca.

Arrivarono per ultimo su la galera, la quale aveva fatto quanto poteva per rammezzare loro la strada. Saliti sul ponte, il primo oggetto che si parasse dinanzi gli occhi del capitano Angiolo, fu Giocante, il quale reputandolo, se non traditore, almanco codardo, non intendeva ormai rispettarlo nè obbedirlo: all'opposto a manifestargli disprezzo gli pareva quasi fare opera meritoria; però, in onta al divieto rigorosissimo del capitano di accendere fuoco a bordo, egli fumava a gloria. Il capitano Angiolo gli si accosta mansueto e quasi peritoso, quando poi gli fu presso, agile come il gatto, gli strappa la pipa di bocca, e glie la scaraventa lontana nel mare. Se il sangue saltasse agli occhi di Giocante non importa dire, e concitato mosse a pigliare le armi; senonchè il capitano afferrandolo pel braccio, gli ci ficcò le dita con tanta violenza, che, malgrado i panni, ne portò la impronta livida per giorni parecchi, e con voce tutta soavità gli disse:

— Signor tenente, se movete un passo, io vi mando a tenere compagnia alla vostra pipa. — E siccome l'altro infellonito stava lì lì per pronunziare qualche sproposito, egli pronto gli turò la bocca aggiungendo: — Guardatevi da dire cosa che io come comandante avessi a punire: per ora basti così; giunti a terra mi troverete disposto a darvi la soddisfazione che saprete desiderare.

— E la vorrò di certo.