Poco prima di mezzanotte il duca di San Giuliano uscì di casa Canacci. Volle la Caterina accompagnarlo quella sera in fondo alla scala; e su la porta di strada si ricambiarono i nostri amanti l’ultimo bacio. — In verità lo poterono fare senza scandalo, perchè non ci si vedeva. Il duca ratto ratto rasentando il muro arriva in fondo alla via dei Pilastri, e svoltando in borgo a Pinti urta col petto dentro la carrozza quivi fermata. Proruppe in tale una esclamazione, ch’io non la voglio dire: fu per gridare, per chiamare lume, e fare il diavolo, e peggio; ma poi consigliandosi meglio reputò prudente ritirarsi di quieto:
“Scenda se vuole.”
“Eccomi...”
“Mi porga la mano. — Santa Vergine, come trema!”
“Vieni, e vedrai se tremo.”
“Fuori anche tu...”
E quasi portato a braccia scese un altro individuo, coperto anch’esso di maschera, ma vacillante per paura, o per vino. Appena posto il piede a terra susurrò:
“In manus tuas...“
Bussano a casa Canacci: — nessuno risponde: — bussano più forte: — traverso il foro si vede comparire un filo di luce, e poco dopo si ascolta una voce:
“Chi batte?”