Spirò dal cinto d’Iri il ciel di Flora

D’ambrosia e d’armonia senso beato.

Pe i medicei laureti udissi allora

Uscir dalle famose arpe commosse

Il suon che gl’immortali anco innamora;

E dall’onda dei numeri percosse

Che destò il ventilar dell’ala bianca,

Detter mie corde, che la man non mosse,

Il suono che dal tempo i nomi affranca,

E l’inno che raccolsi nella mente