[9.] — Del capitan Andrea Doria.... ho avviso, che al tutto l'è ben satisfacto et se qualche cossa leggiera ci restava è levata et delli xx mila ducati della ranson d'Oranges el Re le ha mandati xiiij mila et presto manderà el resto.

Lettera di Ambrogio Talenti vescovo di Asti a Niccolò Raince 27 Giugno 1528. Documenti per servire alla Storia d'Italia raccolti dal Molini e annotati dal Capponi.

[10.] V. M. cerca tener contenta questa città, et che intertenghino questi cittadini et quelli di Savona fanno tutto il contrario per disperarli, che non trovo ad alcun bon proposito per il servizio di V. M. Lettera di Teodoro Trivulzio al Cristianissimo del 28 Agosto 1528. Doc. cit.

[11.] Queste parole occorrono con lievi varianti nella lettera scritta da Andrea Doria a Teodoro Trivulzio, il 19 Luglio 1528. Vedi Raccolta di documenti per servire alla Storia d'Italia citata.

[12.] Per dare conoscenza dei tempi giudico opportuno riferire quanto scrive il Varchi del fine di questo segretario di Clemente VII: fu letterarissimo giovane, e indegno della miserabile morte ch'ei fece, la quale fu che la madre sua, mentre cercava far morire una femmina ferventemente amata da lui, nè bella nè giovane, dubitando che come maliarda lo avesse con le sue incantagioni ad amarla costretto, avvelenò in una insalata il figlio, la donna ed altri suoi amici. St. I. 6.

[13.] Je croy fermement que si vous l'assurez de ce point (cioè di dargli Savona) et de la libertè du dit Gènes, et payer la soulde de ses galeres avec quelque promesse de lui faire quelque bien en ce royalme, que vous le pourrez avoir pour vous. Vous savez sire quel homme il est et de la necessité où vous êtes. Je vous supplie, Sire, de ne vouloir refuser riens qu'il vous domande, car jamais chose ne vous vint tant a propos que cest accord s'il vient a bien. — Lettera del Principe di Oranges 14 Giugno 1527. Carteggio di Carlo V tratto dallo Archivio, e dalla Biblioteca di Borgogna e di Brusselle.

[14.] Anco il Bonfadio negli Annali delle cose genovesi dal 1528 al 1550 lo assicura, ed ancora egli a torto.

[15.] Questi epitaffi si riportano dal Brantôme e dal Summonte.

[16.] A insegnamento perenne mettiamo qui la lettera come si legge nei Documenti di Storia italiana pubblicati dal Molini, tom. II pag. 54: — Sire. Mentre el Capitano Andrea Doria è stato al servizio di V. Mayestà li havemo portato benevolenza et honore, vedendolo acepto servitore del nostro re. Essendo poi partito da V. Mayestà ce ne siamo doluti quanto se pò dolere sentendo, che a V. Mayestà ne dispiace, che ultra la offesa del nostro Signore, posia, essendo di una medesma casa, havere fato suspeti appresso de vostra Mayestà quello, che la fidelle nostra servitù non merita, la quale da li nostri passati è stata osservata a li predecessori de V. Mayestà, e sarà da noi fidilissimamente in sino a la fine, come di ciò havemo longamente ragionato con Monsur il Marichial Trivulcy locotenente di V. Mayestà in questa città, et speriamo con le opere di fare ogni dì più chiaro in che adopereremo le facultà e le vite insieme a tutte le volte che bisognerà farlo in servitù di S. Mayestà, la quale umilmente suplichiamo ad haverci per ricomandati e non permettere, che li errori di uno posino nocere a tuti noi, e parenti, e amici nostri. Sire per non dare più tedio a V. Mayestà faremo fine alla presente, pregando Dio, de bon core per la felice vita e glorioso Stato di V. Mayestà. Da Genova a di xviij di Agosto del MDXXviij.

Di V. X.ma Mayestà fideli subditi et servitori.