Da quaranta di Venzone.
Su su su, Venzon Venzone....
Un popolo che opera così, e che canta le sue glorie così, meritava lirici d'arte migliori di quelli del secolo decimosesto; e perchè li meritava, mutati i criterii dell'arte, li ebbe.
RAFFAELLO SANZIO DA URBINO
(1483-1520)
DI
ENRICO PANZACCHI
(tratta dal resoconto stenografico).
I.
Quando entrai la prima volta nel Panteon a visitare la tomba di Raffaello, io stetti lungamente almanaccando come mai uno scrittore così misurato (e anche un poco pedantesco) quale era il cardinale Pietro Bembo, avesse potuto scrivere per la tomba del pittore d'Urbino un epitaffio concepito d'una iperbole così sterminata.
Permettete ch'io ve lo riferisca nel testo: