Pur foss'io tal! Ch'a simil sorte nato,

Per l'aspro esilio suo con la virtute,

Darei del mondo il più felice stato.

Un sentimento vero moveva l'Alamanni esule a riaffacciarsi dalle Alpi sulle terre d'Italia; e per ciò diceva anch'egli cose e non parole:

Io pur, la Dio mercè, rivolgo il passo

Dopo il sest'anno a rivederti almeno,

Superba Italia, poi che starti in seno

Dal barbarico stuol m'è tolto, ahi lasso!

E con gli occhi dolenti e 'l viso basso

Sospiro e inchino il mio natio terreno,