sì che invocai la Musa Calliope con lunghe preghiere,
ed ella venne, e avea seco l'arguta lira.
Venne; ma come addosso mi vide le splendide vesti,
subito volse a dietro l'isbigottito piede,
chè ravvisar la Dea non seppe sì bello il poeta:
troppo mi fa mirando questa vermiglia toga!
Onde se a te minori dà il verso le debite grazie,
colpa ha la Dea che niega regger la penna mia.
Oh che leggiadri carmi udrai, sì tosto che avvezza
a' miei splendori nuovi si sia la Musa!