Se non m'aiuti, bella, i' vengo meno.
Dal Poliziano al Rückert, dal Dall'Ongaro alla Robinson, quanti poeti hanno imitato i Rispetti e gli Strambotti Toscani!
Ma non credo che nessuno di questi poeti abbia raggiunto l'altezza lirica di quattro versi, improvvisati in una serenata da un contadino della montagna di Pistoia, raccolti e editi dal Tommaseo:
Una fila di nuvole d'argento
Innamorate al lume della luna
Vengon per l'aria portate dal vento
A salutarti, o bella creatura!
Che larghezza di orizzonte, che movimento, e che luce nel verso meraviglioso
Vengon per l'aria portate dal vento!
È degno di Dante — e ricorda infatti la divina terzina: