Di alcune sue satire può dirsi davvero che facit indignatio versum. Ecco come egli apostrofa i poeti contemporanei, cortigiani e voluttuosi, e che facevan dell'arte un trastullo o un pervertimento:
“Uscite fuor dei favolosi intrichi,
Accordate la lira ai pianti, ai gridi,
Di tanti orfani, vedove e mendichi!
Dite senza timor gli orridi stridi
Della terra, che invan geme abbattuta,
Spolpata affatto da tiranni infidi.
Dite la vita infame e dissoluta
Che fanno tanti Roboàm moderni,
La giustizia negata o rivenduta.