E far vendetta della lunga offesa
D'Italia nostra, dopo lunghi affanni.
E ripetevagli:
Correte alla corona
Che vi promette chi corrusca e tona.
Un anonimo rimatore gli rappresentava le città lombarde, che schiave ed afflitte, aspettavano salute da lui:
Stan le città lombarde con le chiavi
In man, per darle a voi, Sir di Virtute.
e Roma stessa lo chiamava Cesar mio novello e gli chiedeva di coprire la sua nudità, per dar principio all'affrancazione di tutta Italia.
Infine, riproducendo sott'altra forma la stessa idea, un padovano, Francesco di Vannozzo, gli dedicava una corona di otto sonetti, il primo a nome d'Italia, gli altri delle principali città: Padova, Vinegia, Ferrara, Bologna, Firenze, Rimini, Udine, Viterbo, Roma, tutte unanimi di una sognata concordia; per cui il poeta concludeva: