23. La miseria, pigliando coll'indice e il pollice l'estrema parte superiore del vestito e scotendolo mentre levasi e crollasi il capo. — Questo gesto esprime talora indifferenza.

24. Il difetto assoluto di denaro e di vitto, facendo scoppiettar l'unghia del pollice contro gli incisivi della mascella di sopra, con un movimento orizzontale della mano. Questo gesto propriamente significa: nulla; ma vuol dire ancora: non m'importa un bel niente; io non ne voglio sapere; e qualche volta indica disprezzo.

25. Il vigore e la bravura, movendo con forza dall'alto al basso la mano chiusa davanti al petto, avvertendo però di tenere il pollice aperto e ben teso.

26. La perfezione, agitando un po' la mano, tenendone la palma rivolta al cielo, e l'estremità dell'indice sul polpaccio del pollice.

27. La fine, il compimento d'un atto, battendo con la palma della mano destra sopra la mano sinistra chiusa sulla piegatura del pollice.

28. Si attesta la divinità, qualcuno de' propri antenati, sè stesso, scotendo la barba colle prime tre dita della mano, e alzando al cielo gli sguardi.

29. S'implora la pietà, il favore, l'intercessione di alcuno, avvicinando le mani alla barba della persona che si sollecita, e stringendo poi tosto una delle sue mani tra le proprie.

30. Alcune volte viene indicata la qualità del mussulmano, alzando le mani tese di qua e di là della faccia, e appuntando i pollici nella parte inferiore delle orecchie, come quando l'Arabo recita il tekbìr nella preghiera; o levando l'indice della mano diritta, cerimonia d'obbligo nella professione della fede mussulmana, accennando nello stesso tempo di sì o di no colla testa, secondo che l'individuo indicato è o non è vero mussulmano.

II.

Vendette — Guerre — Armi — Coraggio passivo e fierezza — Ostinazione degli Arabi — Il suicidio — Le montagne dei Dénka — Il Tarciàm.