— Come sa bere a garganella!
— No, a zinzini.
— E come netto.
— È un vero bacio.
— Fa venir l'acqua in bocca a chi non beve.
— Beata la sua dama!
— Fiore d'acacia! — stornellò la più ardita, fra l'ilare brusìo, fra il lampeggio delle pupille, fra l'urteggiar dei gomiti, mentr'egli lesto raggiungeva su la via l'impaziente. — Fiore d'acacia! E chi bene sorseggia, meglio bacia.
Si ritrovò nel vento, nella forza implacabile che lo trascinava verso l'altro aspetto del mostro. Le nuvole andavano a oste contro Volterra, come un dì le genti del Montefeltro. Riarsa era la campagna come dopo il guasto degli Approvvigionati. Di tratto in tratto qualche rudere della cerchia antica sporgeva dal dosso cretoso, come una vertebra disgiunta.
— Sai che torna? — disse Vana all'improvviso.
Camminava con la testa bassa.