Mortella.

Molto. M'incanta.

[pg!16]

La Rondine.

Ora lasciami andare, Mortella. Enzo m'aspetta.

La compagna la trattiene, con una maniera misteriosa, acuta e molle a volta a volta, sorridente e irridente.

Mortella.

T'aspetta alla fontana della Navicella, o per la scala dei Delfini, o dentro una nicchia di càrpini. La Guinigia dev'esser dolce a chi ama. Tu non m'hai ancor detto che sia l'amore. Bene, dimmelo, Gentucca, tu che lo sai. Enzo è là, non se ne va. Dianzi tu parlavi con me e non ascoltavi che lui. Pare tu lo senta con quella gota ch'è volta dalla parte del giardino. Hai tutta l'anima su quella mezza faccia. Sei una pèsca partitoia, come dicono a Siena: una pèsca spicca, divisa in due da sé. Lo senti con quella gota e con quella spalla; e il cuore ti batte a destra, ora. Sei tu che arrossisci, o è l'aria?

La Rondine.

Mortella!