Bandino.

Vuoi insomma impedirle di vivere?

Mortella.

Ma io ho vissuto e vivo nella morte, e non sapevo che fosse tanto profonda.

[pg!44]

Bandino.

Bambina! Tu che condanni e colpisci, che sai tu dunque della vita? È ben più profonda ancóra, e più difficile.

Mortella.

Non più d'un Corale, non più d'una Fuga, per te. Ecco che tu riesci a farmi sorridere, e mi togli ogni tentazione di gridare. In quel tuo vecchio organo restaurato non hai «per la gravità» che giochi di flauto. Forse dovrai aggiungere un registro. Dio ti guardi, fratello mio bendato, e Giana ti conduca per mano nei nostri viali che odorano d'amaro sempre. Io voglio pregare per te. Voglio esser sola per avere compassione di me alfine, e anche di te, anche di nostra madre disconosciuta, anche del pellegrino penitente...

Ecco che la madre appare all'uscio, pallidissima. Giana la vede prima degli altri e si alza facendo qualche passo verso di lei in atto di accoglienza.