Dorme a notte il palagio d’Elïana,
simile a un dòmo gotico d’argento.
Or, ne la luce senza mutamento,
pare un fragile incanto di Morgana.
Armoniosa come uno stromento
apresi a torno l’alta ombra silvana;
ed a piè de la scala una fontana
singhiozza in ritmo ne ’l silenzio intento.
A torme a torme candidi paoni,
lenti, silenti come neve in aria,
discendono su l’agili ringhiere.
Sono le spose morte di piacere,
che tentan la dimora solitaria.
E il bosco è pieno d’implorazïoni.
MIRINDA
Mirinda e il fido, ne l’occulta stanza,
adagiati su’ troni orientali,
dilettansi a gittar lucidi strali
sotto i piè d’un fanciul nudo che danza.
Un grande e bianco augello, a passi eguali,
carico d’otri, sparge in abondanza
acque d’ambra d’insolita fragranza
su i marmi che dan lume ai penetrali.
—Vedrem fiori, com’ampie urne, fiorire;
berremo un vin ne’ puri alvi de’ frutti;
e guarderemo entro smeraldi il sole.—