e Ruth, immota, li occhi socchiudendo tra i veli,
chiedea:—Qual mietitore dio de l’eterna estate,
poi che le sue stellanti ariste ebbe tagliate,
gittò la falce d’oro ne ’l gran campo dei cieli?




IDILLII

. . . . i cervi, a cui ne li occhi il fascino
sta de le solitudini
natie, sazî de ’l pascolo, su ’l limite
scendono in torme a bevere.

[Diana inerme.]