e li occhi ove saette
avea certe il disío,
e le bocche perfette
ove più d’un bel dio

trapassando per Colco
piacquesi a lungo bere,
e le chiome leggere
che segnavan d’un solco

aureo l’acque ne ’l nuoto
involgendo e portando
i calici de ’l loto
con un murmure blando,

or tutto è inerte e informe
ne l’ime sedi algenti.
In biechi atteggiamenti
di morte, il coro dorme.

Dorme per sempre il coro
de le ninfe sommerse;
ma brilla il vaso d’oro
ch’Ila ne ’l fonte immerse.

ROMANZA


Lungo il bel fiume, taciti
muovono i cigni a schiera.
Nobili e puri, splendono
quali forme di luce.

Un desío, ne la torbida
notte di primavera,
li aduna; e li conduce
a lidi più lontani.

Desío d’amori umani
forse li accende ancora.
A ’l lor remeggio s’aprono
l’acque in raggianti anelli,