Per l’antico viale de l’Aurora,
mentre i cipressi dormono al mattino,
o nova principessa di Piombino,
tu passi; e a te d’intorno il vento odora.

Vive d’intorno a te la grande flora
ludovisia crescendo a ’l sol latino,
bionda Napea di Rafael d’Urbino,
ne la beatitudine de l’ora.

E le fontane vivono; e l’intensa
voluttà de la vita, a ’l tuo passare,
urge fino i cipressi alti e quieti;

e te brama ed a te canta l’immensa
anima de la villa secolare,
o diletta ne’ sogni dei poeti.

VIVIANA


O Vivïana May de Penuele,
gelida virgo prerafaelita,
o voi che compariste un dì, vestita
di fino argento, a Dante Gabriele,
tenendo un giglio ne le ceree dita,

Vivïana, non più forse a la mente
il ricordo di me vi torna omai.
E pure allora, quando io vi parlai,
mi sorrideste a lungo e dolcemente.
Fiorían, Villa Farnese, i tuoi rosai

ne ’l mattino di maggio e su le antiche
mura il sole una veste aurea mettea:
tra le liete ghirlande si svolgea
la bellissima favola di Psiche;
navigava in trionfo Galatea.

O Vivïana May de Penuele,
or vi sovviene de ’l lontan mattino?
Voi sceglieste le rose ne ’l giardino
ove un tempo convenne Rafaele,
muta, con lento gesto, a capo chino.