Appare il medesimo luogo, dopo il tramonto.
SCENA PRIMA.
Entra per la porta sinistra Benedetta recando una lucerna accesa di più lucignoli. Gigliola esce dalla cappella e passa tra i mausolei dell'arcata. Tutt'assorta nel suo pensiero terribile, spinta da una straordinaria forza di volontà finale, va per l'ombra dirittamente verso il cumulo delle carte ov'è celato il sacco degli aspidi. Scorgendo la donna nel chiarore vacillante, s'arresta di sùbito, con un grido soffocato.
Gigliola.
Ah! Chi sei? chi sei?
Benedetta.
Io, io, Benedetta.
Gigliola.
Benedetta, sei tu? Che vuoi? Perché