Dal maestro.
Lucio Settala.
Che dono?
Silvia Settala.
Vedrai.
Lucio Settala, con un moto d'allegrezza.
Tu anche vedrai quante belle cose mi ha portate Cosimo: stoffe, profumi, armi, scarabei....
Cosimo Dalbo.
Amuleti contro ogni male, talismani per la felicità. Sul Gebel-el-Tair, in un convento copto, ho trovato il più virtuoso degli scarabei. Il monaco mi narrò una lunga storia di un cenobita che, al tempo delle prime persecuzioni, essendosi rifugiato in un ipogeo, vi trovò una mummia e la trasse fuori dal suo viluppo di balsami e la rianimò. E la mummia risuscitata con le sue labbra dipinte gli fece il racconto della sua antica vita, ch'era stata un tessuto di felicità. Infine, come il cenobita voleva convertirla, ella preferì di ricoricarsi nei suoi balsami; ma prima gli donò lo scarabeo preservatore. Dirvi l'uso che ne fu fatto dal solitario e le vicende per cui scese a traverso i secoli nelle mani del buon copto, sarebbe troppo lungo. Certo, non ve n'è in tutto l'Egitto uno più virtuoso. Eccolo. Ve l'offro; l'offro a entrambi.
Egli presenta l'amuleto a Silvia, che l'osserva attentamente e poi lo porge a Lucio, con un baleno negli occhi.