Potremo ospitarvi.
Ella si stacca dalla sorella e va verso il marito, col suo passo leggero.
Francesca Doni.
Nostra madre ha là una casa molto modesta, ma grande: una casa bianca di dentro e di fuori, in una macchia d'oleandri e di tamerici; e c'è una vecchia spinetta dell'Impero, appartenuta—imaginate a chi!—a una sorella di Napoleone, alla duchessa di Lucca, a quella terribile e ossuta Elisa Baciocchi: una spinetta che qualche volte si sveglia e piange sotto le dita di Silvia; e c'è anche una barca, se il ricordo napoleonico non vi seduce, una bella barca, bianca come la casa.
Silvia si sofferma in silenzio alle spalle di Lucio, come sospesa. Egli resta assorto.
Cosimo Dalbo.
Vivere in una barca, su l'acqua, alla ventura: non v'è nulla che riposi di più. Per settimane e settimane ho vissuto così.
Francesca Doni.
Bisogna mettere il convalescente in una barca e affidarlo al buon mare.
Silvia Settala, toccando con un gesto lievissimo la spalla del marito.