Credi tu che io tremi?

Francesca Doni.

Ti supplico!

Silvia Settala.

Oh, sii pur sicura che non io abbasserò gli occhi, non io verrò meno. Tu dovresti conoscermi omai, per più d'una prova.

Francesca Doni.

Lo so, lo so. Nulla ti vince. Ma pensa: trovarti là dopo tanto, nel luogo stesso dove avvenne l'orribile cosa, là, sola, di fronte a quella donna che ti ha fatto tanto male....

Silvia Settala.

Ebbene? Che importa? Ho forse una volta sola—una volta sola, Francesca!—evitato di compiere quel che m'è parso necessario? Di' tu: m'hai veduta rifiutare qualche peso? A quale tortura mi sono io sottratta? Ben altre pene ho guardate in faccia; e tu lo sai. Tu temi che mi manchi il cuore di porre il piede là dov'egli cadde.... Ma io ebbi cuore di vederlo allora, per la fessura dell'uscio, disteso sul suo letto di morte, e nessuno era dietro di me a sorreggermi; e, prima che mi fosse permesso di accostarmi al suo capezzale, passarono per le mie mani i ferri del chirurgo e le fasce macchiate di sangue.

Francesca Doni.