alto in man brilla il cembalo giulío

(ben, cingon la sua fronte ardua corone

di gemme e l'occhio cerulo gli langue

profondamente quasi che del sangue

ei nudrisca una lenta passione)

riverso in nube per i vitrei seni

lucida al sole come un rogo ardente,

quali d'árbori forme in rii sereni

vede pender ne l'aria agilemente

i fastigi de' templi, e sciolti ai leni