— La carità, per l'amore di Dio!
— La carità, per l'amore di Dio!
La torma cenciosa si mise a seguitare la passante, chiedendo l'elemosina, tendendo le mani. Uno era storpio e camminava a piccoli salti, come una scimmia ferita. Un altro si trascinava sul sedere puntellandosi con ambo le braccia, come fanno con le zampe le locuste, poichè aveva tutta la parte inferiore del corpo morta. Un altro aveva un gran gozzo paonazzo e rugoso che ad ogni passo ondeggiava come una giogaia. Un altro aveva un braccio ritorto come una grossa radice.
— La carità, per l'amore di Dio!
Le loro voci erano varie, alcune cavernose e roche, altre acute e feminine come quelle degli evirati. Ripetevano sempre le stesse parole, con lo stesso accento, in un modo accorante.
— La carità, per l'amore di Dio!
Donna Laura, così inseguita da quella gente mostruosa, provava una voglia istintiva di fuggire, di salvarsi. Uno sbigottimento cieco la teneva. Avrebbe forse gridato, se avesse avuta la voce nella gola. I mendicanti le instavano da presso, le toccavano le braccia, con le mani tese. Volevano l'elemosina, tutti.
La vecchia signora si cercò nella veste, prese alcune monete, le lasciò cadere dietro di sè. Gli affamati si fermarono, si gittarono avidamente su le monete, lottando, stramazzando sul terreno, dando calci, calpestandosi. Bestemmiavano.
Tre rimasero con le mani vuote; e ripresero a seguitare la vecchia incattiviti.
— Noi non l'abbiamo avuta! Noi non l'abbiamo avuta!