— Ahuf! Che sete!...

Donna Laura stava come impietrita, senza più parole, senza più conscienza, senza più volontà.

Quello era il suo figliuolo! Quello era il suo figliuolo!

Una femmina gravida, che aveva già una figura senile, disfatta dal lavoro e dalla fecondità, venne a porgere al marito assetato un boccale di vino. L'uomo bevve d'un fiato. Poi si asciugò le labbra col dorso della mano e fece schioccare la lingua. Disse, bruscamente, come se la nuova fatica gli fosse dura:

— Andiamo.

Insieme col primogenito, ch'era un grosso fanciullo di quindici anni, preparò il legno: mise tra il bordo e la riva due tavole per rendere agevole ai passeggieri l'imbarco.

— Perchè non monti, signora? — fece il vecchio di dianzi, vedendo che Donna Laura non si moveva e non parlava.

Donna Laura si levò, macchinalmente, e seguì il vecchio che le diede aiuto nel salire. Perchè saliva ella? Perchè passava il fiume? Non pensò; non giudicò l'atto. Il suo spirito, così colpito, rimaneva ora inerte, quasi immobile in un punto. — Quello era il figlio. — E a poco a poco ella sentiva in sè qualche cosa estinguersi, svanire; sentiva nella mente a poco a poco farsi una gran vacuità. Non comprendeva più niente. Vedeva, udiva, come in un sogno.

Quando il primogenito di Luca venne a lei per chiedere la mercè del traghetto, prima che la barca si staccasse dalla riva, ella non intese. Il fanciullo scoteva nel concavo delle mani le monete ricevute da uno dei passeggieri; e ripeteva la domanda a voce più alta, credendo che la signora fosse sorda per la vecchiezza.

Ella, come vide gli altri due uomini mettere la mano in tasca e pagare, imitò quell'atto, risovvenendosi. Ma diede più del dovuto.