E l'ebro, dopo un poco:

— O Leprucce, Leprucce, sette rótole de sale n'abbaste. Coma facéme?

Giunti all'uscio di casa, i tre congiurati se ne andarono. Mastro Peppe salì a grande stento la scaletta, sempre farneticando di Lepruccio e del sale. Poi, senza rammentarsi d'aver lasciato aperto l'uscio, si gittò in su 'l letto pesantemente tra le braccia del sonno, e inerte vi rimase.

Ciávola e il Ristabilito, come ebbero avuto ristoro alla cena di Don Bergamino, muniti di certi ordigni ritorti, se ne vennero cautamente all'impresa. Era il cielo, dopo l'occaso della luna, tutto smagliante di stelle; e un maestraletto gelido andava soffiando per la solitudine. I due avanzarono in silenzio, tendendo l'orecchio, soffermandosi ad ora ad ora; e tutte le virtù venatorie e le agilità di Matteo Puriello in quell'occorrenza si esercitavano.

Quando essi giunsero alla mèta, il Ristabilito a pena potè trattenere una esclamazione di gioia accorgendosi dell'uscio aperto. Una perfetta quiete regnava nella casa, se non che si udiva il profondo russare del dormiente. Ciávola salì primo le scale, seguito dall'altro. Ambedue, al fievolissimo lume che entrava pe' vetri, scorsero subito la forma vaga del porco in su la tavola. Con infinita cautela sollevarono il peso e pianamente lo trassero fuori a gran forza di braccia. Stettero quindi in ascolto. Un gallo d'improvviso cantò e altri galli risposero dalle aie, consecutivamente.

Allora i due gai ladroni si misero pe 'l sentiero, con il porco in su le spalle, ridendo d'un riso lungo e silenzioso; e a Ciávola pareva d'essere giù per una bandita recando un grosso capo di selvaggina predata. Come il porco era assai greve, essi giunsero alla casa del prete alenanti.

III.

La mattina Mastro Peppe, avendo digerito il vino, si risvegliò; e stette su 'l letto un poco ad allungar le membra e ad ascoltare le campane che salutavan la vigilia di Sant'Antonio. Egli già, in mezzo alla confusione del primo risvegliarsi, sentiva nell'animo espandersi la contentezza del possesso, e pregustava il diletto di veder Lepruccio mettere in pezzi e coprir con sale le pingui carni suine.

Spinto da questo pensiero, egli si levò; e con sollecitudine uscì su 'l pianerottolo, stropicciandosi gli occhi per meglio guardare. Su la tavola non rimaneva se non qualche macchia sanguigna, e sopra vi rideva il sole virginalmente.

— Lu porche? Addó sta lu porche? — gridò, con una voce rauca, il derubato.