Gialluca si lamentava del dolore. Nell'ozio, i compagni cominciarono ad occuparsi del suo male. Ciascuno suggeriva un rimedio differente. Cirù, ch'era il più anziano, si fece innanzi e suggerì un empiastro di mele e di farina. Egli aveva qualche vaga cognizione medica, perchè la moglie sua in terra esercitava la medicina insieme con l'arte magica e guariva i mali con i farmachi e con le cabale. Ma la farina e le mele mancavano. La galletta non poteva essere efficace.
Allora Cirù prese una cipolla e un pugno di grano: pestò il grano, tagliuzzò la cipolla, e compose l'empiastro. Al contatto di quella materia, Gialluca sentì crescere il dolore. Dopo un'ora si strappò dal collo la fasciatura e gittò ogni cosa in mare, invaso da un'impazienza irosa. Per vincere il fastidio, si mise al timone e resse la sbarra lungo tempo. S'era levato il vento, e le vele palpitavano gioiosamente. Nella chiara notte un'isoletta, che doveva essere Pelagosa, apparve in lontananza come una nuvola posata su l'acqua.
Alla mattina Cirù, che omai aveva impreso a curare il male, volle osservare il tumore. La gonfiezza erasi dilatata occupando gran parte del collo ed aveva assunta una nuova forma e un colore più cupo che su l'apice diveniva violetto.
— E che è quesse? — egli esclamò, perplesso, con un suono di voce che fece trasalire l'infermo. E chiamò Ferrante, i due Talamonte, gli altri.
Le opinioni furono varie. Ferrante imaginò un male terribile da cui Gialluca poteva rimanere soffocato. Gialluca, con gli occhi aperti straordinariamente, un po' pallido, ascoltava i prognostici. Come il cielo era coperto di vapori, e il mare appariva cupo e stormi di gabbiani si precipitavano verso la costa gridando, una specie di terrore scese nell'animo di lui.
Alla fine Talamonte minore sentenziò:
— È 'na fava maligna.
Gli altri assentirono:
— Eh, po èsse'.
Infatti, il giorno dopo, la cuticola del tumore fu sollevata da un siero sanguigno e si lacerò. E tutta la parte prese l'apparenza d'un nido di vespe, d'onde sgorgavano materie purulente in abbondanza. L'infiammazione e la suppurazione si approfondivano e si estendevano rapidamente.