Il paese di Pescara apparve in cima alla strada, in mezzo al sole, mandando suoni sul vento.
— Fanno la processione — disse uno degli uomini. Tutti gli altri sferzarono; e la strada risonò sotto il trotto pesante, al tintinnìo de' sonagli, allo schiocco delle fruste.
Quella violenza di scosse e di fragore richiamò per un momento Orsola al senso della realtà circostante. Ma, poichè l'uomo le cingeva i fianchi con un braccio e le soffiava il fiato vinoso nella guancia, ella per un cieco impeto si mise a gridare e a gesticolare quasi l'avesse presa il delirio. E il fantasma di Lindoro subitamente le si rizzò dinanzi agli occhi offuscati e potè anco suscitarle il ribrezzo dell'orrore in quel poco di sensibilità che le restava nei nervi. Appena il carro si fermò, discese a terra dai sacchi scivolando; tentò di muovere i passi, con la furia affannosa di chi cerchi raggiungere un luogo sicuro per cadere.
Venivano in contro nella strada le verginelle coperte di veli candidi, con in mano i cèrei dipinti, e cantavano. Dietro la torma angelica, un grande sventolìo di drappi e di baldacchini ampliava l'aria beneficata dalla pioggia recente. E cantavano:
Tantum ergo sacramentum
Veneremur cernui...
Orsola, intravedendo, voltò nel vicolo; giunse alla casa di Rosa Catena, entrò; presa dalla vertigine, cadde in mezzo al pavimento. E, come il profluvio del sangue ricominciava, la paralisi le occupò la metà inferiore del corpo, ogni facoltà di moto volontario in lei si spense.
Rosa non era nella casa: la processione aveva attirato tutto il paese, quel giorno. In un angolo della stanza Muà, il padre, un mostro di vecchiaia umana, un cieco inchiodato per anni sul legname di una sedia dall'artrite deformante, tentava vagamente con la punta del bastone i mattoni intorno a sè per scoprire la causa del rumore improvviso; e un borbottìo bavoso gli esciva dalla bocca sdentata.
Allora, ai piedi del mostro orrendo, in mezzo al sangue del peccato, con i pollici stretti nei pugni, senza grida, la sposa violata del Signore per alcuni attimi si agitò nella convulsione mortale.
— Via! Via! Passa via! Via di qua!