L'apparizione della reliquia eccitò un delirio di tenerezza nella moltitudine. Scorrevano lagrime da tutti gli occhi; e a traverso il velo lucido delle lagrime gli occhi vedevano un miracoloso fulgore celeste emanare dalle tre dita in alto atteggiate a benedire. La figura del braccio pareva ora più grande nell'aria accesa; i raggi crepuscolari suscitavano barbagli variissimi nelle pietre preziose; il balsamo dell'incenso si spargeva rapidamente per le nari devote.
— Te rogamus, audi nos!
Ma, quando il braccio rientrò e le campane si arrestarono, nel momentaneo silenzio un tintinnìo prossimo di sonagli si udì, che veniva dalla strada del fiume. E avvenne allora un repentino movimento di concorso verso quella parte e molti dicevano:
— È Pallura con le candele! È Pallura che arriva! Ecco Pallura!
Il traino si avanzava scricchiolando su la ghiaia, al passo di una pesante cavalla grigia a cui il gran corno d'ottone brillava, simile a una bella mezzaluna, su la groppa. Come Giacobbe e gli altri si fecero in contro, la pacifica bestia si fermò soffiando forte dalle narici. E Giacobbe, che s'accostò primo, subito vide disteso in fondo al traino il corpo di Pallura tutto sanguinante, e si mise a urlare agitando le braccia verso la folla:
— È morto! E morto!
III.
La triste novella si propagò in un baleno. La gente si accalcava in torno al traino, tendeva il collo per vedere qualche cosa, non pensava più alle minacce dell'alto, colpita dal nuovo caso inaspettato, invasa da quella natural curiosità feroce che gli uomini hanno in cospetto del sangue.
— È morto? Come è morto?
Pallura giaceva supino su le tavole, con una larga ferita in mezzo alla fronte, con un orecchio lacerato, con strappi per le braccia, nei fianchi, in una coscia. Un rivo tiepido gli colava per il cavo degli occhi giù giù sino al mento ed al collo, gli chiazzava la camicia, gli formava grumi nerastri e lucenti sul petto, su la cintola di cuoio, fin su le brache. Giacobbe stava chino sopra quel corpo; tutti gli altri a torno attendevano; una luce d'aurora illuminava i volti perplessi; e, in quel momento di silenzio, dalla riva del fiume si levava il cantico delle rane, e i pipistrelli passavano e ripassavano rasente le teste.