Ambedue ora erano occupati da uno stesso pensiero che li aveva colti d'improvviso; ambedue ora erano tenuti da uno stesso ricordo, da un ricordo di amori agresti nel tempo della pubertà.
Essi, in quel tempo, vivevano nelle case di Caldore, su la collina solatìa, al quadrivio. Sul limite d'un campo di fromento sorgeva un muro alto costruito di sassi e di terra argillosa. Dal lato di mezzodì, che i parenti di Rosa possedevano, come ivi era più lento e dolce il calor del sole, una famiglia di alberi fruttiferi prosperava e moltiplicava. Alla primavera gli alberi fiorivano in comunione di letizia; e le cupole argentee o rosee o violacee s'incurvavano sul cielo coronando il muro e dondolavano come per inalzarsi nell'aria e facevano insieme un ronzío sonnifero come d'api mellificanti.
Dietro il muro, dalla parte degli alberi Rosa in quel tempo soleva cantare.
La voce limpida e fresca zampillava come una fontana, sotto le corone dei fiori.
Per una lunga stagione di convalescenza Emidio aveva udito quel canto. Egli era debole e famelico. Per sfuggire alla dieta, scendeva dalla casa furtivamente, celando sotto gli abiti un gran pezzo di pane, e camminava lungo il muro, nell'ultimo solco del grano, fin che non giungeva al luogo della beatitudine.
Allora si sedeva, con le spalle contro i sassi riscaldati, e cominciava a mangiare. Mordeva il pane e sceglieva una spiga tenera: ogni granello aveva in sè una minuta stilla di succo simile a latte e aveva un fresco sapor di farina. La voluttà del gusto e la voluttà dell'udito nel convalescente si confondevano quasi in una sola sensazione infinitamente dilettosa. Cosicchè in quell'ozio, tra quel calore, tra quelli odori che davano all'aria quasi la cordial saporità del vino, anche la voce femminile diveniva per lui un naturale alimento di rinascenza e come un nutrimento fisico che gli si fondeva nelle vene.
Il canto di Rosa era dunque una causa di guarigione. E, quando la guarigione fu compiuta, la voce di Rosa ebbe sempre sul beneficato una virtù sensuale.
Dopo d'allora, poichè tra le due famiglie la dimestichezza divenne grande, sorse in Emidio uno di quei taciturni e timidi e solitarii amori che divorano le forze dell'adolescenza.
Di settembre, prima che Emidio partisse pel seminario, le due famiglie riunite andarono in un pomeriggio a merendare nel bosco, lungo il fiume.