Stando in piedi dietro di lei, in quella tensione estrema, come in agguato, io pensai che forse ella sentiva per istinto sul suo capo la minaccia; e credetti indovinare in lei una specie di vago malessere. Ancora una volta mi si strinse il cuore, intollerabilmente.

A un punto, in fine, ella disse:

Domani, se starò meglio, tu mi porterai su la terrazza, all'aria….

Io interruppi:

Domani non sarò qui.

Ella si scosse al suono strano della mia voce. Io soggiunsi, senza attendere:

—Partirò….

Soggiunsi ancora, con uno sforzo per snodare la lingua, raccapricciato come uno che debba iterare il colpo per finire la vittima:

—Partirò per Firenze.

—Ah!