Come mi piaceva intanto la camera di Giuliana! Era tappezzata d'un tessuto chiaro, un po' invecchiato, a fiorami assai sbiaditi, e aveva un'alcova profonda. Come la profumavano le spine albe!

Ella disse, troppo bianca:

—È acuto questo odore. Dà alla testa. Non lo senti?

E andò verso una finestra per aprirla. Poi soggiunse:

—Maria, chiama miss Edith.

La governante comparve.

—Edith, vi prego, portate questi fiori nella stanza del pianoforte.
Metteteli nei vasi. Badate di non pungervi.

Maria e Natalia vollero portare una parte del fascio. Rimanemmo soli. Ella andò ancora verso la finestra; si appoggiò al davanzale, volgendo le spalle alla luce.

Io dissi:

—Hai qualche cosa da fare? Vuoi che me ne vada?