C'è qualche cosa d'estraneo in te.
Corrado.
Che cosa?
Virginio.
Non so. Ma tu parli, parli; e sento che le parole girano sempre intorno a un pensiero che resta celato.
Corrado.
Altro è il pensiero, altro è l'atto, altro è l'imagine dell'atto. Intorno a quale di queste tre cose io giro?
Virginio.
Corrado, ti prego: non tener lontano da te con questa ironia convulsa il tuo amico che sente in fondo a te l'angoscia chiusa e vorrebbe avvicinarsi al tuo cuore.
Corrado.