Donna Laura Albónico stava nel giardino, sotto la pergola, prendendo il fresco all'ora meridiana.

La villa taceva, tutta grigia, con le persiane chiuse tra le piante delli agrumi. Il sole raggiava un calore e un fulgore immensi. Era la metà di giugno; e i profumi delli aranci e dei limoni fioriti si mescolavano all'odor delle rose, nell'aria tranquilla. Le rose crescevano da per tutto, nel giardino, con una forza indomabile. Le masse magnifiche delle rose bianche si movevano, lungo i viali, ad ogni soffio di vento, coprendo il terreno con l'abbondanza della loro neve odorante. In certi momenti l'aria, pregna dell'aroma, aveva un sapore dolce e possente come quello di un vino prelibato. Le fontane, invisibili tra la verzura, mormoravano. A tratti, la cima mobile scintillante delli [pg!111] zampilli appariva fuor del fogliame, scompariva, riappariva, con vari giochi; e alcuni zampilli bassi producevano nei fiori e nelle erbe un fruscio e uno scompiglio singolari, sembrando bestie vive che vi corressero a traverso o vi pascolassero o vi scavassero tane. Li uccelli, invisibili, cantavano.

Donna Laura, seduta sotto la pergola, meditava.

Ella era una donna già vecchia. Aveva il profilo fine e signorile; il naso lungo, lievemente aquilino, la fronte un po' troppo ampia, la bocca perfetta, ancora fresca, piena di benignità. I capelli, tutti bianchi, le si piegavano su le tempie e le facevano intorno al capo una specie di corona. Doveva essere stata molto bella, nella gioventù, ed amabile.

Era venuta da due soli giorni in quella casa solitaria, col marito e con pochi servi. Aveva rinunziato alla villa magnatizia che sorgeva, sopra un colle del Piemonte, abituale soggiorno estivo; aveva rinunziato al mare, per quella campagna deserta e quasi arida.

“Ti prego, andiamo a Penti,” aveva detto al marito.

Il barone settuagenario era rimasto da prima un po' sorpreso e stupefatto, a quello strano desiderio della moglie. [pg!112]

“Perchè a Penti? Che s'andava a fare a Penti?”

“Ti prego, andiamo. Per mutare,” aveva insistito Donna Laura.

Il barone, come sempre, s'era lasciato persuadere.