Piccini Nicola autor della Didone e del Conclave, novatore da noi nominato; e Nicola Zingarelli che primo a Napoli musicò gli spasimi di Giulietta e Romeo (1786).

Marescalchi a Roma (1789) e Guglielmi a Milano, i quali ripeterono in altri canti gl’infelici amori degli amanti veronesi che ispirarono diversamente ben dodici compositori.

Farinelli Giuseppe, che musicò e cantò le poesie del Rossi e del Sográfi, sui Riti d’Efeso ed altra Vergine del Sole.

Caruso Luigi, Andreozzi Gaetano, che musicò Giovanna d’Arco; Pucilla e Pavesi Stefano, napolitani. Quest’ultimo rinomato pel suo Fingallo, e Pucilla autore della Principessa in Campagna.

Fra i bei genj meridionali furono parimenti: Giacomo Tritta, Righini e Giuseppe Gazzaniga, i quali musicarono il Don Giovanni prima di Cimarosa e di Mozart; e Duni, allievo di Durante, il primo lirico delle commedie francesi.

Francesco Gnecco autor degli Incogniti; Ferdinando Orlandi, dell’Avaro; Luigi Calegari, dell’Amor Soldato.

Sarti Giuseppe di Bologna, autore di Salmodie e di Opere buffe.

Frate Mattei, pure in Bologna, seguace e imitator del Martini.

Agostini Pietro della Scuola di Parma, colle sue Cantate a voce di basso solo, e col Ratto delle Sabine rappresentato a Venezia.

Di questa città nativo (1771), e di questa scuola allievo, Ferdinando Paer, pieno d’abilità e d’immaginazione, che nelle sue Griselda, Camilla ed Agnese, primo forse ammise un’alleanza della sua scuola con quella alemanna, dopochè questa per sua parte ed a mezzo del Keiser e del Mozart l’avea già iniziata.