Non potrà intrare in quella uita chi non diuentera tale quale uno fanciullo, e conuerra che di peccato ueniale sia netto. E Christo dixe. Senon diuenterete come questo fanciullo non intrarete nel regno del Cielo etc. E conuene che lanima stia tanto in purgatorio, che di venialj sia monda. Altramente non entrerà in Cielo.

Molte sono, e fra loro diverse (delle quali pur taluna si trova in istampa) le Sposizioni del Simbolo degli Apostoli, ma questa, secondo il mio conoscimento, reputo affatto inedita.

XI. Trattatello sopra i peccati ueniali.

Vi si parla stesamente de' peccati veniali, toccando anche in fine e annoverando i mortali. Sta in 5 Colonne, e comincia:

Come per natura lomo et ogni cosa desidera elbene, e per questo si vede che levirtu sono da natura che sono cosa bona et perfetta. Cosi per lo contrario ogni homo et creatura, a in odio et horrore elmale che e contra natura.

Reputo che questo Trattatello null'altro sia, se non che un frammento capitolo d'opera maggiore.

XII. — Regule de la Confexione.

Sta in 15 colonne: comincia:

Come de essere la confexione. Sia simplice, humile, feruente, pura e fedele.

Il Trattatello finisce coi Comandamenti di Dio. Secondo che è a mia notizia, lo giudico inedito, ed è affatto dissimile da quello che pubblicò nel 1851 il benemerito e celebre letterato ab. Giuseppe Arcangeli. Quantunque faccia seguito agli altri sopra indicati articoli di Dottrina cristiana, pure ciò non è avvenuto che casualmente, essendo i mss. che contengono le prefate materie del tutto disuguali e nelle membrane e nella forma de' caratteri.