—Sì, maggiore.
—Maledizione! tutto a rovescio! oh foss'io il monarca!
—Maggiore…
—Che volete, tenente?
—Attendo gli ordini.
—Comandate la raccolta… fra mezz'ora… a Villalba.
Frazitto, allorchè l'uffiziale fu lontano, gettò la carta in atto di dispetto, e tolta rabbiosamente dalla tavola la spada se la cinse percuotendola sull'ammattonato. Trasse poi dalle borse le pistole, le sgrillettò, caricolle e riposele. Indi rivolto alla guardia, ordinò che gli sellasse il cavallo, ed uscì.
Al suo comparire i tamburri rullarono, squillarono le trombe. I soldati al segno circondarono i fasci, e riprese le armi, si disposero in fila. I capitani li ordinarono in colonna e sguainate le sciabole salutarono la bandiera.
Poco dopo il maggiore salì a cavallo, e postosi alla testa della truppa, lasciò la piazza e calò alla volta del fiume. Ma Frazitto non aveva ancora percorsa l'ultima via di Cammarata, che un uomo tutto polveroso e sudato gli gridò fermandolo collo smaniar dei cenni:
—Maggiore, Cletto Navarro è a Mussomeli… la mischia vi è impegnata… correte all'aiuto…