—Tutto t'arride, Arrigo mio, anche nella sciagura trovi conforto.

—E fortuna. Si, Azzo, lascia che lo dica… e fortuna!

—Non più, amico. Apprestiamo ad Emma le ultime cure… e lasciamo quest'umida cameraccia.

—È qui che abiti?

—È il mio alloggio. Che vuoi? noi soldati abbiamo ruvida La pelle e…

—Ed ottimo cuore.

Ed Emma così dicendo s'alzò e stese in atto affettuoso la sua candida mano al comandante. Carbonera la baciò, e stringendola con riverente entusiasmo pronunziò con voce commossa:

—Grazie infinite, signorina… non merito punto le vostre cortesie… perdonate la mia ruvidezza.

—Azzo, Azzo!—gridò con ilare dimestichezza Arrigo, non farmi il piagnone… suvvia… abbracciami Emma…

—Che?