Questi, al grido del suo nome, rispose con altro grido, scosse vivamente il galeotto, diè in uno scoppio novello di pianto ed additato il feretro balbettò:
—Là entro dorme Tecla. Oh Pierio! troppo tardi sei venuto.
—Tecla?!… la madre mia?!…
—Sì, figliuolo!
Pierio, quasi colpito da arcano fulmine, cadde sul suolo, ma poco dopo si rizzò e gettandosi tutto doloroso sul cataletto:
—A che mi giova—urlò—essere libero?
—Pierio!
—Oh madre, oh madre!… la sventura t'ha uccisa!
—Pierio—disse allora Giaimo—Pierio, è Tecla che te lo comanda per me… giacchè sei, sta libero… salvati… piglia le montagne…
—No, Giaimo, morrò qui, sulla salma della madre. Che mi cale della libertà, solo… e inseguito?