CAPITOLO XXXI
Che per causa delle monete si sono alterati li prezzi di molte cose.
Non resterò di dire che in molte cose si trova gran disordine per cagion delle monete, e ciò piú nelle picciole mercanzie che nelle grandi. Come per essempio, si sa la tela grossa di canipa esser cresciuta tre o quattro soldi il braccio ed anco piú, che senza paragone è maggior crescimento di quello del broccato. Il simile aviene in molte cose di poco momento; ché, per cosí dire, i solfanelli ed altre cose simili, ancorché poco siano cresciute di prezzo le materie loro, costano il doppio di quello che giá vender si soleano: onde, servando gli ordini nelli danari, com'è detto, ne seguiranno grandi utilitadi.
CAPITOLO XXXII
Tavola fatta in essempio, per far conoscere gli errori che si sono fatti per il tempo passato, e quelli che potrebbono nascere per l'avenire, nel far monete cosí d'oro come d'argento, se non si osserverá la regola dimostrata.
Ora, per far vedere ed intendere se sia vero o no tutto quello che si propone, ho fatto queste seguenti prove, accioché nel conteggiarle si veggano le disproporzioni ch'in esse sono; cioè le prime tre mostrano gli errori per il passato occorsi, le tre ultime mostrano gli errori che potrebbono succedere per l'avenire, e quella di mezo mostra il real conto che sempre stará nel suo giusto essere, dal qual è impossibile che vi nasca disordine alcuno nel far le leghe per far le monete, quali sempre resteranno nella loro concordanza e real proporzione.
+———+———-+——————-+———————-+————+——————————————+———————-+———————+—————————————-+———————-+ | | | | | L'oro | | | | | Corrisponde | | | | | |puro di | | | D'argento | | il valor | | | | A lire per | Fanno |ciascuna| | Vagliono le | fino in real | |dell'argento al| |Scudi | Num. | ciascuno | in tutto | libra | L'oncia vale | once 11 d'oro |corrispondenza| A lire, l'oncia |valor dell'oro | +———+———-+——————-+———————-+————+——————————————+———————-+———————+—————————————-+———————-+ |lib. 1|106 1/2|lire 5 ss. 10|lire 585 ss. 15|once 11 |lire 53 ss. 5 den. — |lire 585 ss. 15| once 132 |lire 4 ss. 8 den. 9 |lire 585 ss. 15| | » 1|108 1/2| » 6 » —| » 651 » —| » 11 | » 59 » 3 » 7 7/11 | » 651 » —| » 132 | » 4 » 18 » 7 7/11 | » 651 » —| | » 1|110 1/2| » 6 » 10| » 718 » 5| » 11 | » 65 » 5 » 10 10/11| » 718 » 5| » 132 | » 5 » 8 » 9 10/11| » 718 » 5| | » 1|113 1/7| » 7 » —| » 792 » —| » 11 | » 72 » - » — | » 792 » —| » 132 | » 6 » — » — | » 792 » —| | » 1|112 1/2| » 7 » 10| » 843 » 15| » 11 | » 76 » 14 » 1 1/11 | » 843 » 15| » 132 | » 6 » 7 » 10 1/11 | » 843 » 15| | » 1|114 1/2| » 8 » —| » 916 » —| » 11 | » 83 » 5 » 5 5/11 | » 916 » —| » 132 | » 6 » 18 » 9 5/11 | » 916 » —| | » 1|116 1/2| » 8 » 10| » 990 » 5| » 11 | » 90 » — » 5 5/11 | » 990 » 5| » 132 | » 7 » 10 » 5/11 | » 990 » 5| +———+———-+——————-+———————-+————+——————————————+———————-+———————+—————————————-+———————-+
CAPITOLO XXXIII
Discorso sopra le dette prove, nel qual anco si mostra qual sia la vera proporzione tra i due preciosi metalli ed il rame.
Col mezo delle dette sette prove ogni contista ed altri potran vedere e con facilitá conoscere che, in qualunque sorte di scudi fatti o che si facessero ad imitazione delli descritti nelli primi tre ordini o nelli tre ultimi della detta tavola, overo di maggiori o minori numeri e valori, a ragion però di libra (eccettuata sempre la prova del quarto ordine), non vi può né mai vi potrá essere la vera e real concordanza con le monete d'argento, fatte o che si facessero sotto simili o quasi simili ordini, per rispetto dei valori dell'oncia dell'oro e dell'oncia dell'argento con simili modi loro dati. Nei quai valori non vi è, né vi può essere, la real corrispondenza delli numeri partitori principali corrispondenti ad uno per dodici e dodici per uno, come sono li numeri 6 e 72 nel capitolo V ed in molti altri luoghi del Discorso giá detti, e de' quali anco nel presente capitolo ampiamente si tratta; perché sempre v'interveniranno rotti nelle leghe, per li quali esse monete non mai potranno avere i loro giusti e perfetti dati valori. Ma, sotto l'ordine della suddetta quarta prova, tutte le monete, cosí d'oro come d'argento, resteranno per sempre con i loro reali e corrispondenti dati valori, sí come nelle tariffe sí mostra. Alla qual prova, in quanto all'ordine, sono molto accosti e quasi simili gli scudi correnti in questi tempi, cioè i nominati del peso «della balla»; il qual peso è stato introdotto ad uso publico, e si usa ed osservasi per gli scudi in molte cittá d'Italia ed in altri paesi, se bene egli è peso incerto e non conforme alli campioni ordinati ed usati particolarmente nelle zeche delle cittadi. E, benché per li tempi passati gli scudi siano stati levati, e che di presente anco si levino dalle zeche sotto il numero di 109, overo di men numero alla libra; nondimeno dipoi, in breve spacio di tempo, per la maggior parte di essi, si sono trovati e anco si trovano esser al suddetto peso «della balla», e non sono mantenuti né mantener si possono in universale nel detto peso di zeca per molte cagioni, sí come di ciò è cosa manifesta. Ma ben gli scudi, che si faranno sotto gli ordini descritti, saranno mantenuti da ognuno nei loro giusti pesi di zeca; imperoché li pesi o campioni d'essi saranno molto differenti da una sorte all'altra, cioè da 99 a 113-1/7 e da 113-1/7 a 132, sí come nelle tariffe si vede. E non si potrá mai fare altro campione per essi scudi, che sia cosí accosto di peso al loro vero campione, nel modo che di presente si usa del detto «della balla», imperoché vi sará differenza da una sorte all'altra di grani otto o circa per ciascuno scudo. Oltreché, tutti gli scudi regolati e fatti sotto gli ordini proposti si conteggeranno per sempre a lire imperiali integre e giuste, sí come anco i ducati ed i bisilachi. Ora presuppongo che se ne troveranno essere in gran quantitá di questi scudi della balla, de' quali n'anderanno in numero 113-1/7 alla libra, ed in ciascuna libra di essi vi sono once undeci di pur'oro, per esser a finezza di denari 22, e perciò ciascun di questi scudi valerá lire sette imperiali, e quali scudi 113-1/7 fanno la somma di lire 792, e, apprezzando le dette once 11 d'oro a lire 72 l'oncia, fanno le medesime lire 792; in corrispondenza del qual oro vi entrano once 132 d'argento fino, perché 11 via 12 fanno la somma di once 132, il qual argento, valendo lire 6 l'oncia, fa l'istessa somma di lire 792, che è la vera concordanza. E l'istess'ordine riuscirá negli scudi da 99 e da 132 alla libra, sí come nelle tariffe dell'oro. Ma nelle altre sei prove, cioè nelle tre prime e nell'ultime tre, e se si vorrá anco procedere o piú indietro o piú inanzi con simili ordini, e volendo osservare, come si debbe, la vera forma di una parte d'oro a peso per dodici d'argento, e dodici d'argento per una di oro, e poi apprezzarli sotto tali valori, over maggiori o minori in ragion di oncia; e non volendo osservare la vera concordanza delli valori, cioè di lire 6 per oncia dell'argento e di lire 72 per oncia dell'oro, quali pesi e valori corrispondenti sono i capi principali e fondamento per fare ogni e qualunque sorte di monete: dico che non si potranno fare i partimenti giusti e confronti di essi preciosi metalli con regola alcuna, e che non si potranno mai fare gli scudi proporzionati nelli valori in concordanza delli valori delle monete d'argento, per causa delli rotti delle leghe e delle disproporzioni che in esse leghe per causa di simili alterati o diminuiti valori nascerebbono. E perciò non si può far altro real partimento di essi scudi né d'altri valori, se non nel modo nelle tariffe dimostrato, cioè da 99, da 113-1/7 e da 132 alla libra, over da lire 8, da lire 7 e da lire 6 l'uno; ancorché se ne potessero fare d'alcune altre finezze, come nel capitolo XXII, ma non necessariamente per le ragioni in esso allegate. E, cosí facendo, si troveranno sempre i conti giusti tra essi oro ed argento, in monete ridotti, nel far pagamenti.