[26] RAMUSIO, Navigationes, I, 369.
[27] III Reg., X, 21-2.
[28] Il chiarissimo autore di quest'opera aveva lasciato il suo ms. vuoto affatto di questi calcoli per Genova e Milano. Per non lasciare però il leggitore senza la necessaria cognizione di materia tanto rilevante, abbiamo priegati ad empire queste lacune li signori Zanatta e Lunati, ragionieri generali della regia Camera della Lombardia austriaca, li quali, con la loro gentilezza e perizia, si presero questa pena di darci, secondo lo stato presente, tale notizia [Nota della prima edizione].
[29] BODINO, De republica, VI, 3.
[30] PLINIO, XXXIII, 9; Cornelio Celso, v, 17.
[31] PROCOPIO, Historia arcana, p. III [ediz. Lugduni Batavorum, 1623].
[32] 1 Libro 1, cap. 16, num. 12.
[33] Evidente lacuna nel testo [Ed.].
NOTA [del curatore]
Le monografie inserite in questo volume furono tutte comprese nella collezione Custodi, e riescono perciò non difficilmente accessibili agli studiosi. Le differenze fra l'edizione presente e quella del Custodi sono, per altro, dal punto di vista formale, molte e assai notevoli. Giacché il Custodi, pur tanto benemerito, non si contentò di riprodurre fedelmente i testi, ma, giusta il costume allora in voga, volle raffazzonarli, ora ammodernando o italianizzando espressioni antiquate o dialettali, ora rifacendo qualche periodo sgangherato, ora sopprimendo frasi, e qualche volta brani, che non potevano troppo andar d'accordo col linguaggio areligioso degli anni immediatamente prossimi alla Rivoluzione; cadendo talora (come suole avvenire a chiunque s'incammini per cosí pericolosa via) in veri e propri errori d'interpetrazioni, ossia venendo a tradire non solo la forma, ma anche il pensiero dei singoli autori. Documentare minutamente tutto ciò, sarebbe cosa troppo lunga e anche inopportuna, chi pensi che l'interesse degli scritti qui raccolti è scientifico piú che letterario, e che p. e. lo Scaruffi, nell'esporre i propri concetti, si valse dei consigli del giureconsulto Pier Giovanni Ancarani, senza i suggerimenti del quale avrebbe forse evitate talune prolissitá. Basterá quindi asserire che, mercé una diligente collazione, che ha voluto compiere per me l'amico Fausto Nicolini, il quale mi ha aiutato anche nella revisione delle bozze, i testi sono qui riprodotti nella loro veste genuina:—l'Alitinonfo di su la rara edizione di Reggio Emilia, 1582 (una delle piú belle edizioni cinquecentesche, stampata con gran lusso dal tipografo Ercolano Bartoli); il Trattato del Serra, di su la brutta e spropositata, ma rarissima ediz. pubblicata a Napoli, da Lazzaro Scorriggio, nel 1613; il Trattato del Montanari, giusta l'ediz. princeps, incominciata a pubblicare, oltre settant'anni dopo la morte dell'autore, assai bene da Filippo Argelati, e proseguita, come peggio non si sarebbe potuto, da Carlo Casanova, nel sesto volume del De monetis Italiae (Mediolani, MDCCLIX);—correggendo, per i due ultimi, i continui e grossolani errori tipografici, e procurando di rendere di tutti tre, mercé un'accurata e razionale punteggiatura, piú agevole l'intelligenza.