Mi riman solo a pregare Nostro Signor Iddio che cosí voglia inspirare i prencipi, de' quali l'effettuare questo mio proposito è sola incombenza, a far essequire tutto ciò, tanto per lor proprio quanto per commune interesse ed utile; e mi rendo sicuro che i popoli, conosciuta la veritá di tal fatto e maneggio, con animo lieto accetteranno gli ordini facili di questa nuova zeca universale, tanto al mondo necessaria.
CAPITOLO I
Che in tutte le cose fa di bisogno che vi sia ordine e regola.
Per occasione del soggetto che di presente si ha da trattare, primieramente saper si dee che, sí come tutte le cose, che si comprendono sotto il peso, sotto il numero e sotto la misura, deono essere da una forma certa regolate, che ad un fin le guidi; cosí parimente nel maneggio dell'oro e dell'argento, per ridurre le cose che da essi hanno dipendenza al loro debito fine, ed in particolare il far monete di varie leghe o finezze, quali siano di giusti dati valori e di real corrispondenza in tutti li pagamenti nel conteggiarle, e che stiano per sempre nel loro giusto essere, e che non possano esser mai tose e guaste o fose per rifarne altre, è necessario trovare un ordine ed una regola che a guisa di forma ad essi serva.
CAPITOLO II
Che cosa sia oro ed argento puro.
Perché si dee prima sapere che cosa sia oro ed argento, ancorché tutto ciò sia da molti conosciuto, nondimeno io dico l'oro essere un metallo generato nelle viscere della terra, il piú nobile di tutti gli altri; appresso il quale nel secondo luogo l'argento segue. La cagion della nobiltá loro, al mio giudizio (tralasciando però le ragioni naturali), da altro non viene se non che per la virtú loro stanno in ogni cimento di fuoco, e mostrano paragone delle loro perfezioni in esso fuoco: cosa che non possono fare gli altri metalli.
CAPITOLO III
Che cosa sia oro ed argento misto.
È però d'avvertire che tutto l'oro e l'argento, che giamai, tanto in vasi o in altre cose simili quanto in ogni sorte di monete cosí antiche come moderne, fosse o sia o dovrá esser al mondo, ciascun di loro, nella sua sostanza, tutto è stato, è e sará il medesimo e d'una istessa qualitade. Egli è ben vero che, per la varietá e quantitá delle misture che con essi sono state accompagnate, e come anco molte volte sono cavati cosí dalle minère, in apparenza vari e diversi si sono dimostrati e si dimostrano. Ma in effetto, parlando d'oro e d'argento, è di bisogno intendere di quelli che siano puri e non con altra cosa misti. Il che si può facilmente conoscere, se siano puri o no, col mezo del ceneraccio, della coppella o del cimento: modi sicurissimi per separare da essi ogni sorte di mistura che con loro accompagnata si trovasse.