E quando si trovassero simili monete usarsi in luoghi alcuni, e che si volessero tassare in ragion delle dette lire 6 l'oncia del fino che in esse fosse, venirebbono tassate essere di giusto valore di soldi 4 denari 9-1/3 l'una, e non si dovrebbe poi mai nominare il detto rotto, cioè 1/3.
E se di una libra di detto argento di lega di once 7 denari 4, netti dal rimedio, fossero state coniate monete numero 188 sotto il valore di lire 6 soldi 6 imperiali l'oncia del fino, le dette once 7 denari 4 sarebbono valute
lire 45 ss. 3 den. — Due denari di rimedio. » — » 10 » 6 E figuro che la fattura di queste monete, col rame, fosse importata » 1 » 6 » 6 ——————————— Il tutto ascenderebbe alla somma di lire 47 ss. — den. — E cosí le dette monete 188, a soldi cinque l'una, fanno la somma di lire 47 ss. — den. —
E se anco si trovassero in qualche provincia o luoghi spendersi simili monete, e che si volessero tassare in ragion di lire 6 imperiali l'oncia del fino che in esse fosse, venirebbono tassate esser di giusto valore di soldi 4 denari 6-42/47 l'una, e non si dovrebbe mai piú nominare il detto rotto, cioè 42/47.
E da questi tre essempi si vede che, essendo state fatte le monete in diversi luoghi, con diversitá d'ordini, sotto diversi valori degli argenti in ragion d'oncia, sotto diverse leghe con rotti, con diverse fatture, ed alle volte di vari numeri alla libra, degli istessi valori e di una medesima lega, se bene sorte alcuna di monete si troverá essere senza rotti nel tassarle, nondimeno per la maggior parte esse si troveranno essere e restare con rotti o di poco o di qualche momento. E se ben anco i rimedi, i rami e le fatture fossero stati fatti entrare o di piú o di meno di quello ch'io dico, ciò a me poco importa in voler mostrare il fatto di tutto questo maneggio. Ed ancora saper si dee che per li tempi passati si sono usati e che anco di presente si usano gli ordini diversamente da una zeca all'altra, e che poche volte si è ritrovato che una zeca di un dominio abbia usato di fare quelle medesime spese che siano state fatte in altra zeca d'altro dominio intorno le fatture delli danari, e credo anco ciò essere stato fatto ed usato nelle zeche d'un istesso dominio, cioè da una zeca all'altra.
Or qui è da notare che nella prima sorte di monete, delle dette tre fatte per essempio, si mostra che alcune sorti di monete, fatte sotto leghe rotte, resteranno, nel tassarle, di giusti valori senza rotti alcuni, solo, com'è detto, accidentalmente.
Nella seconda si mostra che in alcune altre sorti di monete v'interveniranno rotti, non per causa del real valore delle lire 6 per oncia del fino, ma per cagione delle leghe rotte, e del numero variato delle monete alla libra delli medesimi valori e dell'istessa lega, e delle fatture non conformi alle altre.
Nella terza parimente si mostra che in alcune altre sorti di monete v'interveniranno rotti per cagion dell'alterazione delli valori degli argenti, delle leghe rotte, del numero variato delle monete alla libra degli istessi valori e della medesima lega, e similmente delle fatture variate dalle suddette. E cosí da queste ragioni ciascun potrá facilmente venire in cognizione se sia mai possibile fare la giusta tassa alle monete, se non saranno osservati gli ordini universali.
Avvertisca ancora ciascun diligente contista e qualunque giudicioso che, nel fare il figurato delle sei sorti di monete date per essempio a capitolo XXXIV, se ben ho detto che si faceano di libre 11 ed once 8 d'argento misto, di lega come in quello, quarti numero 478; nondimeno la veritá è che, oltra questo numero, ve ne va anco di piú un terzo di quarto, il qual terzo non ho nominato; e similmente, oltra le once 132 d'argento fino in essi entranti, ve ne sono di piú in detto brutto denari 5 grani 8, quali anco si sono taciuti.
Nelli giuli, ch'erano a peso libre 13 once 5 d'argento misto, di lega come in detto figurato, vi manco denaro 1 grani 16 di fino argento alle once 132 descritte.